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Pellet di legno: perché setacciarli prima di caricare la stufa può salvarla da guasti costosi

By Carla Lonzi , on 30 Gennaio 2026 à 18:29 - 4 minutes to read
scopri perché setacciare i pellet di legno prima di caricare la stufa è fondamentale per prevenirne guasti costosi e garantirne un funzionamento ottimale.

L’inverno si avvicina e la stufa a pellet è già pronta a scaldare le nostre case. Ma un piccolo gesto prima di caricare il combustibile può far risparmiare molti soldi e problemi! Setacciare il pellet è una pratica semplice e veloce che protegge la stufa da guasti costosi.

Ogni sacco di pellet nasconde un’insidia: segatura e polvere che possono bloccare la coclea e mandare in tilt il sistema. Con pochi secondi e un colino grosso, si evita un conto tecnico superiore a 200 euro. Un passo di manutenzione da non sottovalutare, soprattutto nel 2026, anno in cui i costi di assistenza continuano a lievitare.

Anche la combustione ne beneficia: aria più pulita e fiamma più stabile, con il vetro della stufa che resta limpido e l’ambiente più accogliente. Scopriamo insieme perché questa semplice abitudine ha tanto potere!

Perché la polvere di pellet è il nemico invisibile della tua stufa a legno

Il pellet infatti non è solo questi cilindri dall’aspetto pulito. Al suo interno si cela una “nuvola” di segatura finissima e polvere, che scivola giù durante il caricamento e si deposita nella coclea. Questa polvere soffoca la stufa, blocca gli ingranaggi e provoca guasti fastidiosi e costosi.

Oltre a creare problemi meccanici, la segatura brucia male. Inquina il vetro della camera di combustione dopo poche ore e forma croste sui sensori. Risultato? Falsi allarmi e malfunzionamenti della centralina.

A Bolzano, nel 2024, un rivenditore ha registrato più di mille interventi per questi guasti, il 70% dei quali si poteva evitare semplicemente setacciando il pellet. Non sembra uno spreco di tempo, vero?

Come setacciare il pellet senza spendere un euro

Se non avete un setaccio professionale, niente panico! L’ingegno domestico è sempre la soluzione migliore. Il tamburo di una vecchia lavatrice può trasformarsi in un maxi setaccio da poggiare su due cavalletti per far cadere la polvere sotto.

Chi vive in città e spazi stretti può usare una rete da zanzariera fissata su un secchio, facendo cadere la segatura nel contenitore sottostante. Un gesto semplice, veloce e che lascia intatto l’aroma di legno, tanto amato dai cultori del riscaldamento naturale.

Il metodo express richiede solo due secchi, uno forato e uno pulito, con una rete da 5 mm tesa tra loro. Basta agitare il pellet come si fa con la farina ed ecco che la segatura si separa in pochi minuti.

Manutenzione quotidiana: il setaccio sotto il profilo energetico

Setacciare il pellet da solo non basta se la manutenzione quotidiana lascia a desiderare. Ogni mattina, a stufa fredda, è fondamentale spazzolare via la cenere dai fori del braciere. È un intervento che richiede pochissimo tempo ma regala un enorme rendimento.

Una volta alla settimana occorre aspirare i residui intorno alla coclea con un aspiracenere. Cinque minuti che mantengono l’efficienza sopra il 90%, una soglia che si riflette anche in bollette meno salate. Nel 2025, con un prezzo del pellet stabile a 9,20 euro al sacco, questa cura quotidiana ha garantito un risparmio energetico del 15%.

Con il pellet setacciato, la combustione è più limpia, la stufa funziona meglio, e la casa si riempie di quella Gemütlichkeit tanto amata in Baviera. Un calice di birra Märzen e una pizza Italiana accompagnano questi momenti con perfetta armonia.

Pellet umido: come riconoscerlo e cosa fare

L’umidità nel pellet è un problema sottovalutato. Anche con le migliori intenzioni, a volte i sacchi vengono conservati in ambienti troppo umidi o addirittura forati. In questi casi, il pellet assorbe acqua e perde qualità.

I segnali sono evidenti: segatura che si sgretola, pellet gonfio, accensione difficile e sporco in eccesso nella stufa. Il pellet umido non brucia bene, si limita a carbonizzare aumentando i consumi e il rischio di guasti all’impianto.

Asciugare il pellet è possibile lasciandolo all’aria aperta e usando un deumidificatore vicino. Ma la cosa migliore resta acquistare pellet di qualità superiore, come Pellet1, con umidità certificata attorno al 5-7%. Acquistare in anticipo e conservarlo bene è la strategia vincente per proteggere la stufa e il portafoglio.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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